venerdì 20 gennaio 2012

Euro sotto scacco? Esportiamo!!!

L’euro, l’Italia e l’Europa intera è ormai sotto scacco dalla scorsa estate, ma forse tutti i mali non vengono per nuocere.

La bilancia commerciale, se calcolata al netto del bilancio energetico, continua a mantenersi positiva da ormai un anno (febbraio 2011). La bilancia invece al lordo del saldo energetico invece continua a rimanere negativamente stabile, dato che il saldo energetico è in aumento, anche per via della perdita di valore dell’Euro nei confronti di tutte le altre valute internazionali.

Bilancia commerciale italiana e saldo energetico 2011

Il saldo energetico è vicino ai peggior livelli registrati all’inizio del 2010, e la continua caduta del cambio euro/dollaro (10% da luglio), ha contribuito al peggioramento del saldo [ci costa di più importare ndr].

Però qualche segnale interessante c’è. Se infatti andiamo ad analizzare l’andamento tendenziale delle esportazioni e delle importazioni (la variazione percentuale rispetto all’anno scorso), si nota come la differenza tra i tassi ha presentato dal 2010 una tendenza positiva, per passare ormai da agosto di quest’anno positiva. Ciò vuol dire che le esportazioni stanno crescendo più velocemente delle importazioni e che quindi la bilancia commerciale da luglio è in miglioramento (anche al lordo delle importazioni energetiche).

Andamento tendenziale bilancia commerciale italiana 2011 Dati positivi secondo il sottoscritto, che se confermati anche nei prossimi 3/4 mesi potrebbero attenuare fortemente la recessione, tenuto conto del fatto che i tassi in Europa sono in ribasso e il cambio quindi continuerà la sua caduta. Pagheremo di più l’energia, ma le esportazioni assorbiranno abbondantemente questi costi se la tendenza rimarrà invariata.

Vale comunque anche l’analisi opposta: se ci fosse un peggioramento del delta esportazioni/importazioni, la recessione si aggraverebbe notevolmente, visto che il mercato interno per via delle manovre correttive è in tilt.

Occhio alla bilancia commerciale quindi…

 

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martedì 17 gennaio 2012

Spread e intervento della Bce: cosa c’è da sapere

Oggi me ne esco solo con un piccolo grafico che ci permette di chiarire l’andamento dello spread e degli acquisti di bond della Bce (che non sappiamo però come sono suddivisi tra Italia, Spagna, Grecia e Irlanda).

Spread BTP/BUND e acquisti Bce, www.diariofinanziario.info

Come si può notare dal grafico qui sopra (ho incollato il grafico di Bloomberg sotto il grafico creato con Excel, per cui vi potrebbe essere qualche imprecisione nelle date) si nota come ad agosto l’esplosione degli acquisti è coincisa con il repentino calo dello spread, che si è successivamente stabilizzato per tutto il mese di agosto (stabilizzazione però garantita dagli ingenti acquisti da parte della banca centrale europea). Con l’inizio di settembre però nemmeno gli acquisti della Bce riuscirono a mantenere lo spread sotto i 300 punti base. La banca centrale quindi è rimasta per così dire alla finestra, intervenendo pesantemente solo oltre lo sfondamento dei 400 punti base: nel mese di novembre infatti gli acquisti sono rimasti su livelli mediamente alti ( tra i 5 e i 10 miliardi).

Da dicembre dello scorso anno, cioè in seguito all’insediamento del governo di Mario Monti e la presentazione della manovra correttiva, la Banca centrale ha fermato gli acquisti, arrivando ad uno stock di acquisti cumulato nelle ultime 6 settimane di circa 11,2 miliardi di euro (a metà agosto in una sola settimana arrivo a più di 20 miliardi per confronto).

Ciò vuol dire che da dicembre lo spread non è più “contaminato” dalla mano della banca centrale, e quindi da 6 settimane il differenziale “vive di vita propria”, riflettendo quello che è il “reale” sentiment degli investitori sul nostro debito pubblico.

L’effetto Monti quindi è reale ed è positivo, e il tentativo di Draghi di “lasciar giocare il mercato” ha dimostrato che per ora gli investitori non sono più aggressivi come a settembre e non stanno speculando sul nostro debito. Quindi per ora mi sento di dire che siamo fuori dal tunnel. Per ora…

 

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Fonti:

Spread 10yr Italia/Germania: http://www.bloomberg.com/apps/quote?ticker=.ITAGER10:IND 

Acquisti di bond periferici della banca centrale: http://sdw.ecb.europa.eu/home.do?chart=t1.10, codice ILM.W.U2.C.A071.U2.EUR

sabato 31 dicembre 2011

Fuga dai depositi: l’Italia è la nuova Grecia?

L’altro giorno, appena pubblicato il post sulla situazione dei conti correnti in Italia, mi è sorta l’idea di voler fare un vero confronto tra il sistema bancario italiano e greco. E allora mi sono ripreso un po’ di dati e…Depositi bancari in italia e grecia 2011 …la realtà è disarmante! Il picco dei depositi infatti combacia (inizio 2011) però l’andamento conseguente dei due sistemi bancari è ampiamente diverso. La caduta dei depositi greci è costante e continua da ormai due anni, mentre per il sistema italiano la caduta può essere paragonata più ad una fase di lateralizzazione.

Qualcuno potrebbe però osservare che la crisi italiana sia cominciata solo pochi mesi fa, mentre la crisi greca è ormai al suo secondo anno, quindi ho voluto equiparare il tasso di variazione dei depositi annuale, in modo che i due picchi massimi coincidessero (ho cioè arretrato la variazione italiana di 9 mesi).

variazione percentuale depositi bancari italia grecia 2011 2009 Penso che il grafico parli da solo….

Buon 2012 a tutti i miei lettori, e non dimenticatevi di seguirmi su Facebook e Twitter!

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Note bibliografiche

Per i dati italiani, si è utilizzata la serie storica prelevata dal sito di Bankitalia [link], tavola TAM10200, seconda colonna [DEPOSITI IN CONTO CORRENTE DEL SETTORE DETENTORE DELLE ATTIVITA' MONETARIE DELL'INTERA AREA EURO]

Per i dati greci, si è utilizzata la serie storica disponibile nel sito della Bank of Greece [link], Deposits held with credit institutions, breakdown by sector

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